<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Blog finanza e risparmio</title>
	<atom:link href="http://finanza.guidaconsumatore.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://finanza.guidaconsumatore.com</link>
	<description>Consigli, novità e consulenza su mutui, investimenti e risparmio</description>
	<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 15:54:55 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Obbligazioni bancarie: il prezzo è giusto?</title>
		<link>http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/obbligazioni/obbligazioni-bancarie-il-prezzo-e-giusto/</link>
		<comments>http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/obbligazioni/obbligazioni-bancarie-il-prezzo-e-giusto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 15:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>

		<category><![CDATA[obbligazioni bancarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://finanza.guidaconsumatore.com/?p=8</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ammontare di obbligazioni bancarie detenuto dalle famiglie italiane è cresciuto nel corso del 2007 del 21,7% arrivando ad oltre 25 miliardi di euro.  Se gli emittenti stanno puntando molto su questi prodotti siamo sicuri che siano un&#8217;affare anche per i clienti?Il crescente successo di questi strumenti deriva da diversi fattori:
- esigenza delle banche emittenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ammontare di obbligazioni bancarie detenuto dalle famiglie italiane è cresciuto nel corso del 2007 del 21,7% arrivando ad oltre 25 miliardi di euro.  Se gli emittenti stanno puntando molto su questi prodotti siamo sicuri che siano un&#8217;affare anche per i clienti?<span id="more-8"></span>Il crescente successo di questi strumenti deriva da diversi fattori:<br />
- esigenza delle banche emittenti di diversificare le fonti di raccolta in una situazione di forte tensione dei mercati internazionali dei capitali;<br />
- elevata redditività per l&#8217;emittente e stabilità della raccolta;<br />
- crescente insoddisfazione dei clienti verso i prodotti del risparmio gestito a causa delle deludenti performance e dei costi elevati;<br />
- ritorno di interesse per prodotti a capitale garantito e rendimento certo.</p>
<p>Le obbligazioni bancarie, pur costituendo un&#8217;insieme di strumenti estremamente variegati ed eterogeni, possono essere suddivise in tre grandi categorie: obbligazioni &#8220;plain vanilla&#8221;, obbligazioni strutturate ed obbligazioni subordinate.</p>
<p><strong>Plain Vanilla</strong></p>
<p>Si tratta di obbligazioni con  scadenze comprese tra i 18 mesi ed un giorno ed i trenta anni che pagano cedole a tasso fisso o variable senza alcuna componente derivata. Hanno quindi strutture molto semplici e trasperenti simili a quelle dei titoli di stato con i quali, quindi, sono facilmente confrontabili.</p>
<p>Il rendimento offerto dalle obbligazioni  bancarie al momento dell&#8217;emissione è la somma di due componenti: il rendimento di mercato (uguale per tutte le obbligazioni) ed il premio al rischio (differente per ciascuna emissione).</p>
<p>Utilizziamo un esempio per analizzare le diverse componenti del rendimento. Supponiamo che la banca A, accreditata di un rating pari ad A, voglia emettere un&#8217;obbligazione con durata 10 anni a tasso fisso in euro. Il rendimento di mercato è quello espresso dal benchmark (ossia dal titolo di riferimento) per l&#8217;area euro che è il  bund decennale (titolo di stato tedesco con rating AAA). Il premio a rischio può essere individuato come differenza tra il rendimento di un titolo a 10 anni dello stesso emittente scambiato sul mercato secondario (se esistente) ed il benchmark stesso; se ciò non è possibile si può utilizzare come indicatore il premio richiesto per coprirsi dal rischio di default dello stesso emittente.</p>
<p>Esiste infatti un mercato dove è possibile comprare e vendere strumenti finanziari per proteggersi dal fallimento di una società emittente obbligazioni (Credit Default Swap).</p>
<p>Quindi se il rendimento del bund decennale è pari al 4% ed il premio al rischio o spread è del 2% l&#8217;obbligazione in emissione dovà avere un tasso almeno pari al 6% affinchè sia gradito agli investitori. Ma quali investitori?</p>
<p>Gli investitori professionali (banche, fondi comuni di investimento, assicurazioni ecc.) sono perfettamente in grado di fare queste valutazioni per cui l&#8217;emittente è costretto a fissare una cedola in linea con le condizioni di mercato.</p>
<p>Gli investitori non professionali (famiglie o piccole imprese) soffrono di una clamorosa asimmetria informativa ossia non sono in grado di valutare se il tasso offerto dall&#8217;emittente è in linea con il mercato. E&#8217; naturale (sigh!) che gli emittenti bancari approfittino di questa situazione collocando presso i propri clienti obbligazioni con rendimenti inferiori a quelli di mercato.</p>
<p><strong>Come difendersi?</strong></p>
<p>Innanzitutto non prendere decisioni affrettate. Coloro che ci propongono le operazioni, siano essi operatori bancari o promotori, hanno la tendenza ad applicare tecniche di vendita che fanno leva sull&#8217;urgenza di prendere una decisione. Dato che in linea di massima in finanza non esistono <em>affari da prendere al volo </em>è utile prendersi tutto il tempo necessario.</p>
<p>Cercare di colmare il gap informativo. Non essendo esperti di finanza esiste un metodo molto semplice per evitare investimenti mediocri: è necessario farsi consegnare preventivamente il prospetto informativo (l&#8217;emittente è obbligato a fornirlo!) e consultare il paragrafo in cui l&#8217;obbligazione in emissione viene confrontata con un titolo di stato (italiano) con caratteristiche analoghe.</p>
<p>Dato che il rating delle banche italiane è superiore (o al massimo uguale) a quello del Tesoro e che le emissioni bancarie spesso sono di difficile smobilizzo (illiquide) è naturale pensare che debbano offrire rendimenti più elevati.</p>
<p>Questo metodo, che può sembrare rozzo, ha il vantaggio di essere rapido, efficace ed alla portata di tutti.  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/obbligazioni/obbligazioni-bancarie-il-prezzo-e-giusto/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La liquidità: bisogno reale o fuga dal rischio?</title>
		<link>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/bisogni-finanziari/la-liquidita-bisogno-reale-o-fuga-dal-rischio/</link>
		<comments>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/bisogni-finanziari/la-liquidita-bisogno-reale-o-fuga-dal-rischio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 09:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bisogni finanziari]]></category>

		<category><![CDATA[Liquidita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://finanza.guidaconsumatore.com/?p=7</guid>
		<description><![CDATA[Le forti turbolenze che hanno caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi mesi hanno indotto una larga parte del popolo dei risparmiatori a privilegiare gli investimenti senza rischio. La scelta non sarebbe necessariamente sbagliata se non fosse per il fatto che è stata presa ancora una volta sull&#8217;onda dell&#8217;emotività e non sull&#8217;analisi delle esigenze proprie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le forti turbolenze che hanno caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi mesi hanno indotto una larga parte del popolo dei risparmiatori a privilegiare gli investimenti senza rischio. La scelta non sarebbe necessariamente sbagliata se non fosse per il fatto che è stata presa ancora una volta sull&#8217;onda dell&#8217;emotività e non sull&#8217;analisi delle esigenze proprie di ogni investitore. <span id="more-7"></span></p>
<p>Lo scoppio della bolla speculativa legata al mercato immobilare statunitense, a pochi anni di distanza da quella dei titoli tecnologici, ha avuto un forte impatto reale ed emotivo sugli investitori. La crisi, infatti, si è trasmessa dai mutui sub-prime americani ai mercati finanziari di tutto il mondo attraverso strumenti, come le obbligazioni, ritenuti, anche dagli operatori professionali (leggi società di rating, analisti, banche di investimento!!) innocui. L&#8217;investitore medio, che negli anni 2002-2003 si era dolorosamente allontanato dal mercato azionario, rimunciando ai seguenti quattro anni di rialzo, si è rifugiato senza indigio nella liquidità.</p>
<p>La parte di patrimonio detenuta in strumenti a brevissimo termine, infatti, dovrebbe essere determinata da ogni singolo individuo sulla base dei propri bisogni finanziari. Il bisogno di sicurezza, in particolare, attiene alla capacità di fronteggiare gli effetti negativi sul reddito o sul patrimonio di eventi imprevedibili. Tuttavia la maggior parte di questi eventi può e deve essere coperto da strumenti ad hoc come le polizze assicurative; la detenzione di ricchezza sotto forma di strumenti che assicurano la piena ed immediata disponibilità senza costi deve essere limitata a fronteggiare quegli eventi che non hanno copertura specifica. La liquidità costituisce pertanto una categoria assolutamente residuale all&#8217;interno di un portafoglio finanziario efficiente.</p>
<p>Nei paesi finanziariamente più evoluti, come quelli anglo-sassoni, l&#8217;esteso ricorso a prodotti assicurativi, peraltro relativamente meno costosi, permette di mantenere la liquidità su livelli molto contenuti (5% - 10% del patrimonio). In Italia si tende ancora a considerare il premio assicurativo come un costo da sostenere a fronte di un servizio di cui si spera non dover mai usufruire. Ne consegue un eccessivo ricorso alla liquidità che determina un minor rendimento complessivo del portafoglio attraverso la distrazione di ricchezza da forme di investimento più remunerative.</p>
<p>Infatti, tranne eccezioni limitate nel tempo legate a campagne promozionali, i prodotti per la gestione della liquidità offrono rendimenti al netto delle imposte e delle spese decisamente bassi e spesso inferiori al tasso di inflazione. Quando ciò accade l&#8217;investitore subisce una perdita secca del valore reale, ossia del poter di acquisto, delle somme detenute in queste forme.</p>
<p>Indipendentemente dallo strumento scelto (conto corrente o libretto di deposito, fondo comune o ETF) e dalla capacità negoziale, l&#8217;obiettivo dell&#8217;investitore deve essere quello di minimizzare il ricorso alla liquidità coerentemente con le proprie esigenze finanziarie dotandosi alrtresì di una rete di protezione di tipo assicurativo per la copertura dei rischi patrimoniali.</p>
<p>Esistono ad esempio dei conti correnti che incorporano pacchetti diversificati di polizze volte a soddisfare al meglio il bisogno di sicurezza lasciando la possibilità di destinare la maggior parte della liquidità ad investimenti di più lunga durata e più alto rendimento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/bisogni-finanziari/la-liquidita-bisogno-reale-o-fuga-dal-rischio/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Inflazione: come proteggere il patrimonio</title>
		<link>http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/obbligazioni/inflazione-come-proteggere-il-patrimonio/</link>
		<comments>http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/obbligazioni/inflazione-come-proteggere-il-patrimonio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 12:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>

		<category><![CDATA[BTP]]></category>

		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://finanza.guidaconsumatore.com/?p=6</guid>
		<description><![CDATA[L’inflazione è il nemico numero uno di ogni investitore dato che intacca, giorno per giorno il valore del patrimonio e quindi la capacità di acquistare in futuro beni e servizi. Esistono, tuttavia, strumenti trasparenti, semplici ed efficienti in grado di offrire una protezione adeguata contro la crescita dei prezzi: i BTP inflation linked.
Cosa sono
Si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’inflazione è il nemico numero uno di ogni investitore dato che intacca, giorno per giorno il valore del patrimonio e quindi la capacità di acquistare in futuro beni e servizi. Esistono, tuttavia, strumenti trasparenti, semplici ed efficienti in grado di offrire una protezione adeguata contro la crescita dei prezzi: i <strong>BTP inflation linked</strong>.</p>
<p><span id="more-6"></span><strong>Cosa sono</strong></p>
<p>Si tratta di titoli obbligazionari emessi dallo stato italiano che prevedono la rivalutazione del capitale in linea con l’inflazione ed il pagamento di cedole fisse semestrali calcolate sul capitale rivalutato.</p>
<p>Un esempio:<br />
01/01/2008: investo 100.000 € in un titolo indicizzato all’inflazione che dura tre anni ed offre una cedola fissa del 2% annuo (1% semestrale) pagabile il primo luglio ed il primo gennaio di ogni anno.<br />
01/07/2008: supponendo che nel periodo considerato l’inflazione è stata del 2%, il mio capitale vale 102.000 € (100.000 * 1.02) e incasso una cedola di 1.020 €  (102.000 * 1.01).<br />
01/01/2011: supponendo che nei tre anni l’inflazione sia stata complessivamente pari al 12%, mi viene rimborsato un valore pari a 112.000 € (100.000 * 1.12) ed incasso l’ultima semestrale cedola di 1.120 € (112.000 * 1.01).</p>
<p><strong>Come acquistarli</strong><br />
I BTP inflation linked possono essere acquistati in fase di emissione durante le aste previste periodicamente dal Tesoro (28 aprile 2008 e successive) oppure quotidianamente sul mercato secondario delle obbligazioni (MOT). Attualmente sono disponibili titoli con durate, cedole e prezzi differenti:</p>
<p>IT0003805998   BTPi   15.09.2010  cedola 0,95%<br />
IT0004216351   BTPi   15.09.2012  cedola 1,85%<br />
IT0003625909   BTPi   15.09.2014  cedola 2,15%<br />
IT0004085210   BTPi   15.09.2017  cedola 2,10%<br />
IT0004243512   BTPi   15.09.2023  cedola 2,60%<br />
IT0003745541   BTPi   15.09.2035  cedola 2,35%</p>
<p><strong>Quale acquistare</strong><br />
La scelta del titolo da acquistare dipende da fattori legati alle esigenze finanziarie del singolo investitore; in generale i titoli con durate più elevate offrono rendimenti maggiori ed espongono l’investitore a più ampie oscillazioni di prezzo. In caso di vendita prima della scadenza naturale dell’obbligazione è quindi possibile avere un guadagno aggiuntivo o una perdita sul capitale a seconda del fatto che i tassi di interesse sia diminuiti o aumentati rispetto al momento dell’acquisto. Nel caso in cui l’investitore porti il titolo alla scadenza avrà la certezza di vedersi rimborsato il capitale iniziale maggiorato dell’inflazione maturata nel periodo di possesso.</p>
<p><strong>Approfondimento</strong><br />
Il tasso di inflazione utilizzato dal Tesoro per l’indicizzazione di questi titoli è la variazione dell’Indice Armonizzato dei Prezzi Consumo dell’Area Euro con l’esclusione del tabacco. Nel caso in cui l’inflazione italiana fosse sistematicamente più elevata di quella europea, la copertura fornita dai BTP inflation linked sarebbe meno efficace; tuttavia in un arco di tempo di tre-cinque anni non sembrano esserci differenze sostanziali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://finanza.guidaconsumatore.com/investimenti/obbligazioni/inflazione-come-proteggere-il-patrimonio/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>PAC: investire in azioni con intelligenza</title>
		<link>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/pianificazione-finanziaria/pac-investire-in-azioni-con-intelligenza/</link>
		<comments>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/pianificazione-finanziaria/pac-investire-in-azioni-con-intelligenza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 14:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pianificazione finanziaria]]></category>

		<category><![CDATA[Azioni]]></category>

		<category><![CDATA[PAC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://finanza.guidaconsumatore.com/?p=5</guid>
		<description><![CDATA[Gli investimenti azionari hanno permesso, storicamente, di ottenere rendimenti più elevati rispetto a qualsiasi altro strumento finanziario. E’ noto, o perlomeno dovrebbe esserlo, che per ottenere rendimenti elevati è necessario correre rischi elevati; per cogliere le opportunità offerte dalle azioni e minimizzare il rischio è necessario dotarsi di un metodo appropriato. Una soluzione semplice, efficace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli investimenti azionari hanno permesso, storicamente, di ottenere rendimenti più elevati rispetto a qualsiasi altro strumento finanziario. E’ noto, o perlomeno dovrebbe esserlo, che per ottenere rendimenti elevati è necessario correre rischi elevati; per cogliere le opportunità offerte dalle azioni e minimizzare il rischio è necessario dotarsi di un metodo appropriato. Una soluzione semplice, efficace e disponibile per qualsiasi tipo di investitore è il <strong>PAC (Piano di Accumulo Capitale)</strong>. <span id="more-5"></span></p>
<p><strong>Cos&#8217;è un PAC</strong></p>
<p>Si tratta di un metodo di risparmio ed investimento automatico che permette di accantonare piccole somme di denaro con cadenza periodica acquistando delle quote di fondi comuni di investimento. Il frazionamento degli acquisti permette trarre vantaggio dalle fasi di discesa dei prezzi potendo acquistare un maggior numero di quote con gli stessi soldi.</p>
<p><strong>Perchè fare un PAC</strong></p>
<p>- per evitare gli errori legati all’emotività; l’investitore non professionale tende a prendere decisioni in modo non razionale.<br />
- per evitare gli errori legati al timing: è naturale pensare di poter acquistare ai prezzi minimi del mercato e di poter vendere ai prezzi massimi; purtroppo nella realtà non accade quasi mai.<br />
- per investire in modo efficace gli interessi derivati da titoli obbligazionari<br />
- per accantonare piccole somme (anche 50 €!) destinate a finanziare la realizzazione di un progetto futuro</p>
<p><strong>Come fare un PAC</strong></p>
<p>Il PAC può essere sottoscritto su fondi comuni di investimento o su strumenti similari (SICAV)  attraverso banche, promotori finanziari e intermediari on-line. La durata deve essere commisurata alle esigenze dell’investitore ma non inferiore a 5 anni. La maggior parte delle società di gestione di fondi offre una elevata flessibilità permettendo di modificare l’importo, la data  e la periodicità del versamento, di sospendere e riprendere i versamenti, di estinguere il piano senza alcun costo aggiuntivo.</p>
<p><strong>Quali sono i costi</strong></p>
<p>Massima attenzione deve essere posta ai costi. Vanno evitati i fondi con commissioni di ingresso che decurtano il capitale investito e quelli che prevedono costi fissi ricorrenti (invio corrispondenza o simili); è necessario inoltre confrontare le commissioni di gestione con fondi analoghi. Per questo può essere utile consultare siti specializzati come <a href="http://www.morningstar.it" target="_blank">www.morningstar.it</a> (in italiano) o <a href="http://www.lipper.com" target="_blank">www.lipper.com</a> (in inglese).</p>
<p><strong>Come scegliere il fondo</strong></p>
<p>La scelta del tipo di fondo su cui investire dipende da diversi fattori; in generale tuttavia vanno privilegiati quelli maggiormente diversificati che investono sui mercati sviluppati (Europa, Stati Uniti, Globali).</p>
<p>Scelte più aggressive legate a paesi emergenti od a specifici settori (energie rinnovabili!!) devono essere frutto di una attenta riflessione indipendente dalla moda del momento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/pianificazione-finanziaria/pac-investire-in-azioni-con-intelligenza/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Assegni e libretti: novita&#8217; in arrivo</title>
		<link>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/prodotti-bancari/assegni-e-libretti-novita-in-arrivo/</link>
		<comments>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/prodotti-bancari/assegni-e-libretti-novita-in-arrivo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 18:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Prodotti bancari]]></category>

		<category><![CDATA[Assegni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://finanza.guidaconsumatore.com/?p=4</guid>
		<description><![CDATA[Dal 30 aprile 2008 ci saranno importanti novità per tutti coloro che utilizzano assegni bancari o circolari e libretti di deposito al portatore in seguito all&#8217;entrata in vigore del D.LGS. 231 del 21 novembre 2007. La nuova normativa tende a limitare e rendere tracciabile l&#8217;utilizzo dei mezzi pagamento al portatore e cioè il contante, gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 30 aprile 2008 ci saranno importanti novità per tutti coloro che utilizzano <strong>assegni bancari o circolari</strong> e <strong>libretti di deposito al portatore</strong> in seguito all&#8217;entrata in vigore del D.LGS. 231 del 21 novembre 2007. La nuova normativa tende a limitare e rendere tracciabile l&#8217;utilizzo dei mezzi pagamento al portatore e cioè il contante, gli assegni liberi e i libretti di deposito al portatore.  <span id="more-4"></span></p>
<p><strong>Assegni</strong>: gli assegni circolari o bancari potranno circolare al portatore (senza la clausola NON TRASFERIBILE) solo per importi fino a 4.999,99 euro. Le eventuali girate dovranno riportare l&#8217;indicazione del codice fiscale del girante. Gli assegni di importo uguale o superiore a 5.000 euro dovranno necessariamente avere la clausola NON TRASFERIBILE e quindi l&#8217;indicazione del beneficiario.</p>
<p><strong>Blocchetto di assegni</strong>: gli assegni circolari e bancari richiesti dal 30 aprile in poi avranno già stampata la clausola NON TRASFERIBILE. Il cliente potrà richiedere assegni liberi dietro pagamento di una imposta di bollo di 1,5  euro cadauno (15 euro per un carnet da 10) e sapendo che il proprio nominativo sarà memorizzato in un apposito registro a disposizione dell&#8217;autorità finanziaria.</p>
<p><strong>Libretti al portatore</strong>: i libretti di deposito bancari al portatore non pNovitàotranno avere un saldo superiore ai 4.999,99 euro. I libretti con saldi superiori (oggi il limite è di 12.500 euro) devono essere regolarizzati entro il 30 giugno 2009. Il trasferimento, a qualsiasi titolo, del libretto da una persona ad un&#8217;altra deve essere comunicato per iscritto alla banca; quindi se la signora Maria apre un libretto al portatore e dopo un mese chiede al marito di fare un versamento deve firmare una dichiarazione alla banca in cui vengono riportate la data di cessione ed il nominativo del marito.</p>
<p>La normativa ha lo scopo di scoraggiare l&#8217;utilizzo di strumenti al portatore creando non poche difficoltà al consumatore medio ed agli intermediari finanziari. E&#8217; bene quindi assumere tutte le informazioni possibili presso le banche ed abituarsi all&#8217;utilizzo di mezzi di pagamento elettronici (bancomat, carte di credito, internet banking).   </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://finanza.guidaconsumatore.com/finanza-personale/prodotti-bancari/assegni-e-libretti-novita-in-arrivo/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
